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October 22 ::___::___::___::___::___::___::___::___::___::___::___::___::___::___::___::___::___::___::___::___::___::___::___::___::__::Il sonno Maledetti voi, veleni oscuri, bianco sonno! Questo stranissimo giardino d'alberi crepuscolari popolato di serpi e di falene, di ragni, pipistrelli. L'ombra, straniero, che hai perduta nel rosso del tramonto: un truce corsaro nel salso mar della tristezza. Sul ciglio delle notte s'alzano a volo uccelli bianchi sopra crollanti citta' d'acciaio. April 07 CocaCola fatta in casa "Opencola"
BOIGOTTIAMO LA COCACOLA "OPENCOLA" SE SEI STATO ad una esposizione di computer negli ultimi mesi puoi averla vista: una lattina per bibite di argento luccicante con la linguetta con il marchio e le parole "opencola" su un lato. All’interno c’è una bibita frizzante dal gusto molto simile alla Coca-Cola. O è Pepsi? Tuttavia, c’è qualcosa d’altro scritto sulla lattina, che mette da parte la bibita. Afferma "controlla l’origine presso opencola.com". Vai all’indirizzo Web e vedrai qualcosa che non è disponibile sul sito della Coca-Cola o su quello della Pepsi — la ricetta della cola. Per la prima volta, puoi farla veramente proprio a casa tua. OpenCola è il primo prodotto mondiale di consumo "opensource". Chiamandola open source, il suo creatore sta affermando che le istruzioni per produrla sono disponibili gratuitamente. Chiunque può preparare la bibita e chiunque può modificare e migliorare la ricetta, purché lasci anche la sua ricetta di dominio pubblico. Come modo di fare affari è piuttosto insolito — la Coca-Cola Company non ha l’abitudine di diffondere segreti commerciali preziosi. Ma questo è il punto. Pertanto, OpenCola è il segno più evidente che una lunga battaglia tra filosofie rivali nello sviluppo del software si è aperta nel resto del mondo. Ciò che è iniziato come dibattito tecnico sul modo migliore per mettere a punto i programmi del computer, si sta trasformando in una battaglia politica sul possesso della conoscenza e su come viene utilizzata tra coloro che credono nella libera circolazione delle idee e coloro che preferiscono definirla "proprietà intellettuale". Nessuno sa quale sarà il risultato. Ma, in un mondo di opposizione crescente al potere corporativo, i diritti restrittivi di proprietà intellettuale e la globalizzazione, l’open source sta emergendo come un’alternativa possibile, un mezzo potenzialmente potente di lotta. E tu stai contribuendo a valutare il suo valore proprio ora. March 12 aah uuh aah uuh aah uuh...300... lo scontro raggiante tra scudi e lance, spade e ossa, carne e sangue. La trama è chiara e semplice: 480 a.C., i Persiani di Serse invadono la Grecia, pronti a vendicare la sconfitta di Dario, 10 anni prima, a Maratona, e a fare anche della Grecia una provincia dell'immenso e ricchissimo Impero Persiano; Leonida, con 300 Spartani, contro il parere dei suoi consiglieri e dei sommi magistrati della sua città (gli Efori), corrotti dall'oro nemico, marcia verso nord e si arresta presso una località, chiamata le Termopili (il passo infuocato), una stretta gola fra i monti, da cui si prepara ad affrontare lo smisurato esercito di Serse e, se non vincerlo, almeno rallentarne l'avanzata; Il film passa velocemente in rassegna la violenta educazione Spartana impartita a Leonida sin da bambino, l'"Agoghè" (e non l'"agogè", come dice la voce narrante!), fatta di esercizi ginnico-militari, lotte violente, punizioni corporali, cacce solitarie e fra i ghiacci invernali, per metter alla prova le capacità di sopravvivenza autonoma, periodi di duro servizio militare, veglie e difficili prove di sopportazione l'ambientazione è sobria, spartana, appunto; i costumi, essenziali. Solo qualche imprecisione, anche piuttosto grave (a Sparta c'erano 2 re e non uno solo, come sembra, ascoltando i dialoghi dei personaggi; gli Spartani erano estremamente presi dal "vizietto" e non amavano tanto animosamente le proprie mogli, come invece Leonida ama la sua regina; che, del resto, fortunatamente per noi spettatori uomini, è un'attrice assolutamente bellissima e generosa nel mostrarsi, mentre le donne Spartane erano note per essere particolarmente virili e mascoline nei tratti), dopodiché, però, il film rispetta perfettamente certi fondati elementi storici: seppure di Sparta si conosca poco, e al netto di certe forzature, davvero i re Spartani erano soggetti agli Efori (i 5 magistrati dalle funzioni e caratteristiche poco chiare, ma potentissimi, a Sparta, ed estremamente influenti); senza contare che la mentalità orgogliosa e guerriera degli Spartani è resa in maniera perfetta e senza esagerazioni. In definitiva, un bel film, una valida ricostruzione storica, pure nell’atmosfera surreale che, del resto, nulla toglie alla drammaticità del momento e di certe scene ed, anzi, le esalta nobilmente, e pure nella deformità mostruosa ed inumana di certi personaggi Persiani e del traditore Spartano, che connota negativamente, agli occhi dello spettatore, quelli che la storia ha presentato, ed il regista vuole far apparire come “i cattivi”. Il film non si rifa' alla storia vera ma si al fumetto di Frank Miller prodotto nel 1998, tengo a precisre la data per dissuadere coloro che pensano che alcune scene sono un rimando a vari film come Troy, Signore degli Anelli, Hero e cosi' via....
In conclusione, il film merita davvero di esser visto, di per sé, solo per il valore storico ed ideologico che lo sostanzia (la strenua difesa della “libertà”, contro l’oppressione di qualsiasi tiranno e qualsiasi schiavitù; la commemorazione, dopo quasi 2500 anni, del sacrificio di eroi, cui, penso, ciascuno di noi europei, e non solo, deve ancora oggi la massima stima e gratitudine) e lo consiglio volentieri, un film spettacolare, finanche epico in certi tratti, e, del resto, violentissimo e molto sanguinolento, per lo più.
February 28 Biodisel fai da te... Fanculo allo statoPROMUOVIAMO IL FAI DA TE
In Italia il biodiesel è volutamente introvabile, in questa situazione, l’unica soluzione rimane quella che già molti italiani stanno facendo: utilizzare olio vegetale o meglio ancora farsi il biodiesel in casa
Nonostante i numerosi vantaggi ecologici e ambientali, il biodiesel continua ad essere introvabile, allora non resta che farcelo da noi.
Alcune precauzioni necessarie December 13 Per saperne di piu'
L'EDUCAZIONE Gli Spartiati rischiavano la vita fin dalla nascita, se i neonati, infatti, presentavano delle malformazioni, o erano giudicati troppo gracili, venivano esposti sul Taigeto e lì lasciati al freddo ai lupi. Superata questa prova erano allevati in casa fino ai sette anni, dopo di che le famiglie li consegnavano alla città. A sette anni si era pronti per l'agoghè, vera e propria accademia militare. I bambini erano divisi in gruppi detti branchi e a loro capo era posto un ragazzo più adulto chiamato mandriano. Come unico lusso era loro concesso un mantello, da portare sia d'inverno sia d'estate, se si pensa che la notte sul Taigeto, dove avveniva gran parte dell'addestramento, la temperatura scende regolarmente sotto zero, e che i ragazzi erano rasati e costretti a stare scalzi si comprende che ben poco conforto poteva recare tale indumento. Era inoltre dato loro poco vitto, quanto bastava a farli sopravvivere, la pietanza principale era il brodo nero, maiale(poco) servito con sangue ed aceto. Si racconta che quando riferirono la ricetta ad un sibarita questi esclamò "ecco perchè agli spartani nulla importa della morte". Dioniso di Siracusa fece venire da Sparta un cuoco per prepararglielo, assaggiatolo il tiranno lo trovò disgustoso, lo"chef" rispose che per gustarlo davvero era prima necessario tuffarsi nell'acqua dell'Eurota: il fiume che passava vicino alla città. A dodici anni l'addestramento diventava ancora più duro. Giunti a venti anni i ragazzi erano sottoposti ad un durissimo rito di passaggio. Sull'altare del tempio d'Artemide era disposta una gran quantità di formaggio, difesa da giovani più adulti, armati di fruste, gli iniziandi dovevano accaparrarsene quanto più possibile. La naturale competitività, lo sprezzo del pericolo, l'animosità degli armati di frusta, cui era raccomandato di non impietosirsi, facevano si che alcuni ragazzi si ferissero gravemente o addirittura morissero. Altra particolare istituzione era la Kripteia, della quale entravano a far parte solo i migliori, coloro che sarebbero divenuti gli 007 di Sparta. Il loro addestramento consisteva nell'aggirarsi nei boschi, armati di coltello, assalendo gruppi d'iloti che tornavano dal lavoro e sterminarli fino all'ultimo uomo. Il poco cibo fornitogli spingeva i ragazzi a rubare, erano anche incoraggiati a farlo, se scoperti erano severamente puniti, ma non per aver commesso il furto, bensì per l'essersi fatti scoprire. L'educazione spartana non verteva tanto sul leggere e sullo scrivere, quanto sulla musica e la danza, necessarie per acquisire un ritmo che si rivelava utile nelle battaglie. A venti anni si poteva partecipare ai syssiti, pasti presi in comune con i propri commilitoni, utili sia a cementare il legame fra i soldati, ma anche, e soprattutto, come messo in luce da Platone, ad evitare i conflitti sociali e generazionali. L'ESERCITO L'esercito delle città greche era costituito dalla falange oplitica. L'oplita era armato di lancia, gladio e di un largo scudo pesante 10 chili. Lo scudo proteggeva il guerriero che lo portava e quello che gli stava a fianco. La falange era composta di sette od otto file di cinquanta uomini ciascuna. La sincronia e la cieca fiducia nei commilitoni erano, in questo tipo di combattimento, fondamentali. Un verso di Tirteo rende magnificamente questo concetto: Chi si tiene unito al proprio commilitone e avanza assieme alla propria linea, durante gli scontri, ha meno possibilità di morire e copre quelli che gli stanno dietro. Altri canti di Tirteo celebrano la bellezza di morire in prima fila al servizio della patria. Sparta non nacque con queste leggi, le adottò una volta che ebbe assoggettato la Messenia, regione con una popolazione molto più numerosa, che imponeva agli spartani di stare sempre in guardia ed essere sempre pronti a domare possibili rivolte. Gli spartani adottavano, dunque, quella che oggi è detta difesa preventiva, sicuri del loro primato nel Peloponesso, miravano solo a mantenerlo col timore che ispiravano ai barbaroi, termine col quale indicavano tutti gli stranieri Greci o no che fossero. Gli altri Greci designavano, invece, col nome di xenoi i cittadini delle altre città elleniche. L'EFORATO Gli efori (Eforo dal greco "colui che sorveglia"), magistrati incaricati di sorvegliare sul comportamento dei due re, non sono menzionati dalla Grande Rhetra. L'eforato fu istituito nel VIII secolo a. C., le prime liste di efori a nostra disposizione risalgono, infatti, al 754. Grande era il potere di questi magistrati. Potevano addirittura trascinare il re in giudizio. E' probabile che ognuno dei cinque obai (villagi), vale a dire Limna, Pitane, Cinossura, Mesoa, Amicle, dal cui sinecismo era sorta Sparta, eleggesse un eforo. Un limite a questo potere era costituito dalla durata, soltanto un anno, della magistratura, e dal processo cui i suoi membri erano automaticamente sottoposti una volta scaduto il loro mandato. LE CARNEE Le feste principali di Sparta furono le Carnee, le Giacinzie (Hyakinthia) e le Gimnopedie. Le Carnee, comuni al mondo dorico, erano celebrate in onore del dio Apollo Carneo ed erano costituite da agoni (termine che indica festa pubblica nel corso della quale avvenivano gare a premio di atletica e anche musicali e poetiche e anche il luogo dove esse si celebravano) ginnici e musicali, la solennità della festa comportava la sospensione di ogni attività militaresca LA DIARCHIA La diarchia, fu il governo stabilito per la città. I due re, entrambi discendenti d'Ercole, appartenevano alle famiglie degli Agiadi degli Europontidi. La stranezza di questa costituzione ha sollevato una miriade d'ipotesi, tutte valide, ma nessuna in grado d'escludere l'altra. In tempo di pace il loro potere era nullo, si trattava semplicemente due membri del senato, ma in guerra il loro potere era assoluto. DARIO E SERSE Domata la rivolta ionica. Dario, il Gran re di Persia, decise di punire i Greci, per l'appoggio dato ad Aristagora. Il Gran re inviò, come gia detto, ambasciatori in tutta l'Ellade, chiedendo la terra e l'acqua. Pochi acconsentirono, gli Spartiati gettarono in un pozzo gli ambasciatori, garantendogli che lì avrebbero trovato tutta l'acqua e la terra che volevano. I messi mandati ad Atene furono lanciati giù dall'acropoli. L'anno dopo (490) un esercito persiano s'imbarcò per la Grecia. Eretria, città che, come Atene, aveva inviato truppe e navi a sostegno della rivolta ionica, fu distrutta. I suoi uomini furono uccisi le donne e i bambini venduti come schiavi. I persiani sbarcarono, subito dopo, in Attica. Gli ateniesi li affrontarono a Maratona e grazie all'equipaggiamento oplitico e, soprattutto all'audace tattica dello stratego Milziade li distrussero. A fianco degli Ateniesi erano presenti le truppe di una sola città greca: Platea. Gli Spartiati avvertiti dagli ateniesi non rifiutarono il loro aiuto. Trattenuti, però, in patria da una festività religiosa, arrivarono ad Atene solo dopo lo scontro. Dario non appena fu a conoscenza della sconfitta, giurò vendetta, ma morì prima di poterla attuare. Fu Serse, suo figlio e successore, istigato da Mardonio, che sperava di diventare governatore della Grecia, ad allestire un gigantesco corpo di spedizione per conquistare l'Ellade. Il sovrano, al solito, mandò ambasciatori a chiedere la terra e l'acqua in tutta la Grecia, tranne che a Sparta e ad Atene. I Tessali, i Locresi, gli Achei di Ftia, i Beoti, con l'eccezione di Tespiesi e Platesi, e molti altri popoli si sottomisero. Le polis non intenzionate a cedere si radunarono a Corinto dove l'assemblea panellenica, dopo aver annunciato la pace generale tra i greci, stabili l'invio di un corpo di spedizione per fronteggiare l'attacco. I soldati che lo componevano avrebbero dovuto attestarsi al passo delle Termopili. LE PORTE DEL FUOCO "The hot gate" L'esercito di Serse era già in marcia. L'immensa armata si preparava ad attraversare l'Ellesponto. Sui ponti, appositamente costruiti, sfilarono, ininterrottamente per sette giorni e sette notti, i Medi, i Cissi, i Babilonesi, Gli Assiri, con i loro elmi di bronzo, gli Sciti d'Asia, con le loro spade afgane, gli Arabi, gli Egiziani, i giganteschi Etiopi, rivestiti di pelli di leopardi e leoni, i popoli delle isole dei deportati, i Libi, i Persiani e, per ultimi, i diecimila Immortali, la guardia scelta del Re dei re, vestiti di lunghe tuniche, che coprivano le loro corazze di ferro, brillavano per ornamenti d'oro a profusione. Prima che sorgesse il sole, 300 opliti di Sparta, agli ordini del re Leonida (in greco, Λεωνίδας "figlio del leone") , erano schierati in città, prima della partenza, le madri, bianco vestite e col capo velato, consegnarono loro lo scudo, ripetendo la tremenda formula: O con questo o sopra di questo. Terminato il rito, i guerrieri s'avviarono verso le Termopili, accompagnati dall'ossessiva musica dei flauti e dei tamburi degli iloti. Le Termopili, porte del fuoco, uno stretto passaggio, non più di 20 metri, fra la montagna e il mare, erano considerate l'accesso per la Grecia, qui, dopo aver costruito un muro, s'installarono i guerrieri spartiati e i 7000 alleati greci, ad attendere l'arrivo dell'immenso esercito (più di 500.000 combattenti) degli invasori. Quei pochi uomini, suscitarono l'ironia di Serse che, tramite un araldo, ingiunse loro di consegnare le armi ; "Venga a prenderle"; rispose Leonida. Il Gran re attese per quattro giorni la resa dei Greci. Quindi, il 18 agosto del 480, ordinò ai Medi e ai Cissi di catturarli. Lo scontro durò tutto il giorno, il re inviò truppe su truppe, ma gli Spartiati non cedevano, calpestando i cadaveri, scivolando sul lago di sangue, in cui avevano trasformato lo stretto passaggio, continuarono il combattimento, mutandolo in un'orribile carneficina. Il giorno dopo il sovrano di Persia mandò contro i Lacedemoni gli Immortali, il fiore del suo esercito, la ritirata, minacciò, sarebbe costata loro la vita. Il ridotto spazio di manovra, la maggiore lunghezza delle lance greche, la versatilità della falange spartana che, guidata dalla musica degli iloti, in continuazione mutava tattica di combattimento, fu loro fatale. Sul campo, ancora ingombro dei cadaveri del giorno prima, gli Spartiati, consci di quanta importanza avesse una decisa avanzata, prima, si lanciarono contro il nemico facendone strage, poi, non reggendone la pressione, presero a ritirarsi verso il muro, allora i Barbari presero ad inseguirli in disordine, raggiunta dai nemici, la falange, con una rapida manovra, si volse contro di loro, fu un orribile eccidio. I Persiani, investiti dai pesanti scudi, furono travolti e calpestati, i loro commilitoni erano sterminati dalle lunghe spade dei lacedemoni. All'orrenda mattanza pose fine il Gran re, ordinando la ritirata alle sue decimate truppe. L'esiguo spazio era traboccante di cadaveri, l'odore del sangue e della morte ammorbava l'aria. Grande era lo sconforto nel campo barbaro, quando vi si presentò un greco, Efialte, che svelò al re, in cambio di denaro, l'esistenza di una strada che avrebbe consentito ai persiani di prendere alle spalle i Greci. Avvertiti nella notte, da disertori greci del campo persiano, del tradimento. Gli Spartiati, la mattina dopo, congedarono gli alleati (solo i Tespiesi vollero rimanere a loro fianco) e si prepararono a ricevere la bella morte. Lisciarono i lunghi capelli, unsero i loro corpi lustrarono ed affilarono le armi, e attesero l'arrivo dei persiani. A mezzogiorno, del 20 agosto, le truppe dell'invasore iniziarono l'attacco. Gli Spartiati si portarono verso il punto più ampio del passo e iniziarono a combattere. Orribile fu la sorte degli uomini del re, costretti dalle scudisciate dei comandanti ad avanzare contro quei terribili avversari."Molti cadevano nel mare e vi perivano, e in numero ancora maggiore venivano calpestati vivi gli uni dagli altri. Gli Elleni, sapendo che li attendeva la morte da parte delle truppe che aggiravano il monte, spiegavano contro i barbari il massimo del loro vigore, sprezzando il rischio in un supremo oblio, quasi folli. Gli Spartiati gettarono, poi, le lance infrante, e impugnate le spade continuarono a far scempio dei nemici. Uno spartiata ferito agli occhi, Eurito, si fece condurre dai suoi iloti sul campo di battaglia dove morì. Cadde, dopo aver compiuto eroiche gesta, il re Leonida. Attorno al suo cadavere montò violentissima la battaglia. Per quattro volte i Lacedemoni, stapparono dalle mani dei rivali il corpo del sovrano. Poi, all'arrivo delle truppe guidate de Efialte, i guerrieri di Sparta mutarono tattica. S'asserragliarono, infatti, su di un colle. Continuando a combattere con le mani nude e con denti. A quel punto i persiani, per evitare altre perdite, quel giorno persero la vita 20.000 barbari, li colpirono con le frecce fino a, quando non caddero esanimi. Serse fece ricercare per il tutto il campo, il corpo del re Leonida. Quando i Persiani lo rinvennero, ordinò che la sua testa fosse infissa su una picca e il suo corpo crocifisso. Sul sito della battaglia fu incisa quest'epigrafe: "Straniero che passi, va a Sparta e di, che qui noi morimmo in ubbidienza alle sue leggi". Fu inoltre innalzata una statua in onore di Leonida. Questi monumenti non sopravissero alle ingiurie del tempo e della storia. Possiamo ancora ammirarli grazie all' opera di 300 spartani emigrati, che nel secolo scorso ne hanno finanziato la ricostruzione.
December 11 Villa San Giovanni
STORIA DI VILLA SAN GIOVANNI Villa San Giovanni è una città giovane, con appena 200 anni di storia propria. E' stata un'invenzione di Rocco Antonio Caracciolo, ricco proprietario terriero della zona, che, staccando i casali di Pezzo, Cannitello, Piale e Azzarello dall'allora Città di Fiumara , grazia a buoni uffici presso la corte dei Borboni di Napoli, riuscì a dare unità politica ed amministrativa a piccole comunità tra loro distanti e competitive. In realtà la zona di Villa è abitata sin dai tempi dei romani: essi la chiamavano "Fretum Siculum" perché da lì si raggiungeva la Sicilia e lì era ubicata la Colonna Regina, cioè la fine della via Popilia, che da Capua arrivava sino a Reggio. La zona, come tutta la costa, cadde in decadenza durante il medioevo a causa delle incursioni dei pirati saraceni prima e dei turchi nel XVI secolo. Come prima accennato, in questo periodo il territorio faceva parte della baronia di Fiumara di Muro. Fra il XIX ed il XX secolo Villa San Giovanni era famosissima per il baco da seta e per le filande, di cui ora restano pochi ruderi delle 56 operanti anticamente, le quali erano fonte di lavoro per tantissime donne e ragazze della zona. La sua fama era talmente grande da attirare imprenditori settentrionali e stranieri, che aprirono varie attività in società con filandieri villesi, e che gli valsero il nome di piccola Manchester. Villa era famosa inoltre per l'industria delle pipe: gran parte delle pipe che si lavoravano negli Stati Uniti venivano da Villa S. Giovanni. All'inizio del secolo scorso veniva descritta come una città operosa ed industriosa. Nel 1927 il Comune di Villa San Giovanni, assieme a quello di Cannitello ed a molti altri, venne in globato nel Comune di Reggio Calabria, in seguito al progetto della Grande Reggio, ma riuscì a riottenere l'indipendenza nel 1933, e da quella data esso comprende pure il teritorio di Cannitello. Villa S. Giovanni è stata distrutta due volte da due violenti terremoti uno nel 1783 e l'altro nel 1908. Quest'ultimo è stato uno dei più violenti della storia d'Italia ed ha provocato più di 1000 morti in tutta l'area dello Stretto. FATA MORGANA A volte, di mattina presto, durante l'inverno, dopo abbondanti pioggie e solo in particolari condizioni di cielo sereno, si verifica il fenomeno della "Fata Morgana": le particelle d'acqua rimaste sospese nell'aria dopo la pioggia creano come una gigantesca lente d'ingrandimento, facendo così in modo che la costa siciliana appaia distante da quella calabra solo poche centinaia di metri, mentre in realtà distano ben 3 km. Questo fenomeno si verifica solo sul litorale villese guardando la costa siciliana e mai viceversa. November 23 Fumogeni e Granate per SoftAirCome creare FUMOGENO e GRANATA per SoftAir
FUMOGENO Premessa.....
GRANATA La costruzione è molto semplice e veloce.
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